""Even a stopped clock tells the right time twice a day!"

domenica, maggio 29, 2005

The Tears, Here Come The Tears



"You grow your nails too long
The scratches on your arms
You taste like orange chocolate
You always put your hands in my pockets

Your teeth are not quite straight
Your mood swings oscillate
Your language is appalling
And you play with my hair in the morning

Your imperfections are so beautiful
I can't control
My animal soul"

Imperfetto. Ma così bello.
Ecco come si presenta questo disco del duo ex-Suede Brett Anderson e Bernard Butler, che si sono ritrovati dopo i dissidi avuti durante la registrazione di Dog Man Star, il secondo album degli Suede.

Con un pizzico di nostalgia verso quel misto di Smiths, Ziggy Stardust e Roxy Music che fece degli Suede una bella realtà dell'inizio degli anni '90, poi travolti dal fenomeno "bluroasis" si ascoltano le tracce di questo disco ben equilibrato e gradevole.
Butler era proprio bravo e i suoi arpeggi si intracciavano come nei migliori ricami con la voce un pò "vintage" di un Anderson d'annata, come in questo disco che rispolvera le suggestioni del 1993.
Questo potrebbe essere il disco dell'anno, se fossimo nel 1978, spazzando via "Love Is Like Oxygene" degli Sweet.
In realtà non si tratta di un disco retrò, il sound è al contrario molto fresco e moderno, ha solo una nuance, un retrogusto antico, come un buon Armagnac.
Va gustato al chiaro di luna, seduti su un prato a guardare il cielo e collegando le stelle come i puntini della settimana enigmistica ottenendo immagini dei nostri ricordi.

Ascoltando bene le parole del disco si nota subito la tendenza "Space Oddity" di Brett:

"But if you follow me, I will follow you to the unknown
Like Apollo, like Apollo we'll fly to the moon
Yes if you follow me, I will follow you to the unknown
Like Apollo, like Apollo 13 we'll explode"

La maturità artistica di Anderson e Butler produce un risultato davvero incantevole, romantico e avvincente.

E mi viene da sorridere a pensare come i due si conobbero, così, con un annuncio sul New Musical Express...


28/10/89
“young guitar player needed by london based band ... influences smiths, bowie, psbs, commotions ... no musos ... call brett.

mercoledì, maggio 25, 2005

Staffetta!!!

Staffetta

Ricevo da Kosmo, compilo e passo il testimone:

- Volume totale dei file musicali: non lo so, ho perso il conto al superamento dei mille CD. Calcolato che pesa circa 80 mega, fate voi il calcolo.

- L'ultimo cd che ho comprato: Earth Vol. 7, LTJ Bukem

- Canzone che sta suonando ora: Lush 3-1, Orbital

- Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso (o che significano molto per me): mi limito a quelle recenti:

1. Smile Like You Mean It - The Killers (sempre belle le produzioni di Alan Moulder)

2. Waved On - The Engineers (sono in fase mellon-coholic)

3. Oh My God - Kaiser Chiefs (come i vecchi Blur)

4. Every Day Is Exaclty The Same - Nine Inch Nails (un bel finalone in crescendo)

5. When We Two Parted - Afghan Whigs (mai abbastanza vecchio da archiviarlo)

- Cinque oppure un numero a piacere di persone a cui passo il testimone: Lor15, Donzaucher

martedì, maggio 17, 2005

Maybe (miles and miles ahead)


"Maybe", Wonder Stuff, da Never Loved Elvis, Aprile 1991.

Maybe I should be a writer
Write a book and feel much brighter
And share my thoughts with the world

Or maybe then I could be a film maker
Celluloid is more fun than paper
You never seen the screens corners curl

Aah maybe then I could be a lover
Find a girl and win her over
Tell her that she's the only one

Yeah maybe then a philanderer
I'd sneak around and lie to her
And kid myself that I'm the happy one

Chorus:
I'm not looking over four leaf clovers
I'm just waiting for hell to freeze over
Yeah over

Maybe I should take the mic'
Stand up tall like Michael Stipe
And try to solve the problems of the earth

Or maybe then I should sit back down
Scratch my chin and use my frown
And try to figure out exactly what I'm worth

We're still building churches burning books
Killing the babies to feed the crooks
Who said the world would turn out fair

So I guess I'll dig myself a hole
Ask the devil if he wants my soul
And do something real like cut my hair

Chorus:

Oh maybe this and maybe that
It may be satin it may be sack
It won't really matter much in the end

Maybe my enemy maybe my friend
I'd drive myself around the bend
Thanks for your time and ears to lend

Chorus:

lunedì, maggio 16, 2005

The Arcade Fire, Funeral


Ho letto lodi intessute a questo disco praticamente ovunque, che forse mi aspettavo il disco dell'anno.
Allora me lo sono preso e, caspita, mi piace appena più di quei dischi che dimentico sullo scaffale.
Da qui a decanterne i pregi in lungo e in largo ce ne vuole, però.
Piace molto la trilogia Neighborhood#1, 2 e 3, intessuta di psichedelia e struggenti melodie.
Dopo qualche giro nel lettore ho capito perchè non mi facevano impazzire: ci trovavo qualcosa dei Radiohead, che notoriamente non mi fanno impazzire (e vengo lapidato da tutti per questo).
Lo spunto più bello è la canzone francese "Une Annee sans Lumiere", che mi ricorda i Jesus And Mary Chain di Darklands.
Poi, quando somigliano ai Franz Ferdinand proprio no, non ci siamo.

A tratti bello, a tratti no. Se fosse una linea sarebbe tratto_punto.

Da riascoltare tra 6 mesi.

venerdì, maggio 13, 2005

Down We Go Together


...
I will be here
Oh. believe me
I will be here
...believe me
Angel, don't take your life
Some people have got no pride
They do not understand
The urgency of life
But I love you more than life
I love you more than life
I love you more than life
I love you more than life

venerdì, maggio 06, 2005

Nine Inch Nails - With Teeth

Come un caleidoscopio.

Giri i tubetto e ti appaiono nuove forme e colori.

Il nuovo disco dei Nine Inch Nails, With Teeth, è proprio così, ad ogni giro nel lettore ci si accorge di alcuni particolari nuovi. Tasselli, messi ad arte in un mosaico sonoro peraltro già ben collaudato e conosciuto ai cultori di Trent Reznor.

Ad un primo giro di tubetto infatti il disco delude. Poi però si comincia ad intravedere il disegno, quella linea spezzata che lega “Downwards Spiral” e “The Fragile”, “Head Like A Hole” e “Starfuckers Inc.”.

Il disco inizia in un modo stranissimo, tanto si dubita di averlo confuso con l’ultimo dei Mùm. “All The Love In The World” si spalanca all’incredulo ascoltatore dopo qualche minuto e finalmente appare chiara la claustrofobia matrice sonica cui Trent sta attaccato coi denti (..Teeth) e con le unghie (Nails).

Poi si tira un sospiro di sollievo quando parte la mitragliatrice di Dave Grohl (guest molto gradito su alcune tracce) su “You Know What You Are”, uno dei pezzi più belli del disco. Tutto è di nuovo al suo posto, con quei bassi sparati che faranno la gioia dei vostri vicini di casa. D'altronde si sa, Alan Moulder, chiamato ancora una volta in cabina di regia, lavora molto sulla gamma sonora 60-400 Hz, rendendo il suono molto profondo.

Girando il tubetto del caleidoscopio troviamo delle bizzarrie come “Only” che inizia come “Matinee” dei Franz Ferdinand e prosegue con la stessa matrice dance eighties (Devo, Gary Newman) sulla quale è stata aggiunta una linea di basso strepitosa.

Non manca anche una struggente “Right Where It Belongs”, col pianoforte che in crescendo si tira dietro tutti gli altri strumenti, come già fece magistralmente con il capolavoro “Hurt” della quale sembra esserne la naturale prosecuzione.

Guardando il caleidoscopio rimangono impresse altre immagini sonore, come “The Hand That Feeds”, addirittura un po’ rave come primo songolo e “The Collector”, canzone di “origine controllata e certificata”.

Meno geniale di “Downword Spiral”, meno introspettivo di “The Fragile”, meno d’impatto di “Pretty Hate Machine”. Meno di quello che lecitamente ci si aspettava vista l’attesa e le premesse.

Qualcosa meno, insomma.

mercoledì, maggio 04, 2005

Nice to have you, Darling!

martedì, maggio 03, 2005

Birthday, Blur, 1990

It's my birthday
No one here day
Very strange day
I think of you day
Go outside day
Sit in the park day
Watch the sky day
What a pathetic day
I dont like this day
it makes me feel too small
I dont like these days
They make me feel so small

Kaiser Chiefs - Employment


“Na Na Na Na Naa” ….ma chi sono questi che fanno i Blur di “This Charming Man”?
Stiamo parlando di musica leggera, nel senso letterale delle parole utilizzate negli anni 70-80 per distinguere il pop dalla musica classica.
Leggera, frivola, passeggera, fugace. Che quasi non lascia traccia.
In fondo, però, non dobbiamo cercare in ogni disco l’album del millennio, altrimenti rischieremmo di buttare nel cesso il 99,9% di quello che c’è in giro.

Massì, dai, se cercate qualcosa che vi metta di buon umore, che faccia da buon sottofondo, usate i Kaiser Chiefs.
Sarà un po’ come sfogliare l’album dei ricordi, dai Blur ai Pulp, dai Supergrass ai Super Furry Animals.
Non male l’hit single “Oh My God”.

Orecchiabili.

lunedì, maggio 02, 2005

Going Blank Again


Engineers.
Più li ascolto e più mi ricordano i Ride.
Erano uno dei miei gruppi preferiti prima che Mark Gardner si dedicasse a qualcosa vicino al suo cognome (giardinaggio) e Andy Bell, dopo aver fatto vedere buone cose con gli Hurricane #1, decidesse di fare il secondo chitarrista degli Oasis (ma c**** fai???).
Loro (gli ingegneri) sono in quattro, "basati"a Londra, suonano insieme da appena un anno ma hanno le idee chiare: Spiritualized, Cocteau Twins, Brian Eno ( i Ride li ho aggiunti io).
La loro è musica di un malinconico sano, quello che ogni tanto ci vuole e fa bene, come la pioggia per staresene a casa sul divano a godersi Coffee and Teevee.
Eppure piace.
Oggi mi è davvero spiaciuto non averceli in macchina, ero proprio dell'umore giusto.