""Even a stopped clock tells the right time twice a day!"

domenica, luglio 31, 2005

Frammenti, My Bloody Valentine, Loveless



E' un pò di tempo che rimetto in ordine svariate cose. E' un processo mentale e fisico che mi fa sentire meglio, mi alleggerisce, mi stimola, mi fa riscoprire vecchi ricordi impolverati.
Già, proprio come questo disco dei My Bloody Valentine.
La più grossa stupidaggine della mia vita da appassionato di musica è legata a questo unico, monumentale, indimenticabile, germinale album.

Era un autunno di qualche anno fa, credo il 1990, durante uno degli ultimi anni dell'università.
Avevo voglia di ascoltare cose nuove, avevo abbandonato l'infanzia musicale e pure l'adolescenza, cominciava l'era della maturità. I miei gusti cambiavano, volevo cambiare aria, volevo suoni nuovi.
Leggevo il Melody Maker, come faceva Lor15, me lo aveva indicato lui come fonte di ispirazione verso nuove tendenze. Con questo avevo appena scoperto i Blur, ad esempio.
Sulle pagine del MM impazzavano questi My Bloody Valentine. Li descrivevano "the next big thing" e a me la cosa solleticava.
D'impeto sono andato nel negozio di dischi più fornito di "cose nuove" di Milano e l'ho comprato, così, a scatola chiusa.
In religioso silenzio, l'ho ascoltato alcune volte ma, ahimè, non mi andava giù.
Niente, era troppo forte e troppo avanti per me. Il mio processo di maturià era solo agli inizi, non ero in grado di capirlo.
A tal punto che me ne volevo disfare. Lor15, sospreso del mio acquisto, accettò di buon grado di comprarlo "usato" da me.
Nei giorni successivi mi chiedeva se fossi davvero sicuro: "guarda Rivo che forse ti sei sbagliato, è fichissimo, non c'è nulla in giro così. Vedrai che tra qualche anno saranno molti i gruppi a copiarli".
Lui era più maturo di me, in questo senso. Lui capiva, io non ancora.

Dopo alcuni anni, girovagando per il "Flohmarkt" di Stoccarda vedo questo disco lì, abbandonato sullo scaffale. Chiedo al Crustie di farmelo ascoltare e, sorpresa, finalmente capivo. Un disco strabiliante, che tutti avevano ormai scimmiottato. Un "milestone".
E, incredibile, l'ho ricomprato!!!

Poi, in uno dei miei tanti traslochi, l'ho perso. Forse l'avevo prestato a quel tizio che non mi riportava mai i CD, forse chissà.

Adesso, rispolverando i ricordi più cari e gli oggetti più impensabili che mi tiro dietro, ho trovato una copia masterizzata di quel disco. Sul retro della copertina stampata da web c'è scritto "da ricomprare nice price".

martedì, luglio 12, 2005

Royksopp, The Understanding


Il duo che provviene dal paese dove è consentito cacciare (e mangiare) le balene si ripropone dopo un ottimo esordio (Melody A.M.) con questo nuovo disco.
Gira e rigira nel lettore, non si riesce a fare andare via quelle nuvole, minacciose anche sulla (riuscitissima) copertina.
Si tratta di un fenomeno da sgonfiare e smontare. Analizziamolo bene.

Etichetta: Astralwerks. Mumble mumble, quella dei Chemical Brothers. Già si parte col piede giusto. Stic****i, mica la Aamodt Rekerds di Bergen o come diavolo si chiamerebbero lassù. Insomma qualsiasi cosa facciano la visibilità è garantita.

Vediamo la loro formula: breaking beats con qualche vocalist oltre a loro stessi (Svein Berge e Torbjom Brundtland), magari non i nomi che i fratelli chimici si portano dietro, comunque la ricetta è la stessa. Poi una bella ballata, magari verso la fine, per creare quell'atmosfera chill-out.

Insomma, ho girato e rigirato ma tutta questa novità non l'ho trovata. Mentre "Epple" di Melody A.M. era una delle cose più strane mai sentite con quei ritmi fuoritempo vorticosamente incatenati come il DNA, in questo disco sembra tutto un pò "già sentito".

Nel complesso l'album non dispiace affatto, è molto ben prodotto e curato nel suono, con dei bei bassi sparati che fanno provare al vostro stereo emozioni che da tanto tempo mancavano. Ad esempio "Follow My Ruin" è un bel chem-beat, da ballare fino allo sfinimento. Atmosfera tipo Fatboy Slim nel suo live dalla Cornovaglia, per intenderci.

Si, è bello come disco. Ma non siamo di fronte ai nuovi fenomeni del genere.
Dai, non vale, giocano in casa, non si inventano nulla e escono proprio quando i fratelli di Manchester sono in pausa meditativa....

Sleali.